le dieci cose che odio di te
mi dispiace
Mi dispiace!
home sweet home
Oggi sono andata a vedere una casa con Chiara.
A Carate.
Per assurdo le case del parcheggio al quale ci davamo sempre appuntamento!
Quante volte ti avrò detto “Vorrei una coinquilina”,“Vorrei che fosse Chiara”. Quante volte mi hai detto “Cerca casa a Carate perchè l’ultimo pezzo di strada mi uccide”
Carate. Casa. Chiara.
Solo che oggi quando ero là mi immaginavo un’altra casa, un’altra città, un’alta persona.
Roma. Casa. Ale.
E ho immaginato di cercarla con te.
Ultimo piano, Pieno centro. Ocra, come tutte le case a Roma di cui mi sono innamorata.
E arredarla: il tuo divano bianco, i cuscini della Lexington, i quadri (aggiustati) con le foto, le mie sedie pantone, il pouf pantone, la parete con i mattoncini con la scritta al neon, una scrivania con i mattoncini lego, il mio Mac, uno zerbino con la bandiera americana, le tue barchette, le mie tazze, i tuoi cd, i tuoi libri di fotografia, il tappeto, i cuscini con la bandiera, il calcetto balilla, un armadio enorme per i miei vestiti, la mini serra con le piantine, i vasetti rossi a pois con i cactus che muoiono sempre, il tostapane della mini, i quadri che abbiamo preso in ogni nostro viaggio.
E viverla: tu che rientri e mi trovi a casa, la colazione insieme, litigare per vedere CSI Miami o Grey’s Anatomy, tu che cucini, io che sto le ore al computer su facebook, tu che ti addormenti con la tv accesa, io che mi arrabbio e mi sveglio di notte e ti dico di spegnerla, rientrare con la spesa, il profumo di una torta che cuoce nel forno. I pop corn al caramello.
E vorrei anche un cane: Baloo
fermati un istante
Oggi sono rimasta a casa e sono andata a cambiare la mia Polaroid, alla fine ho preso quella che a te non piace e ho ridato quella che non andava. Ho scelto da sola come tutte le scelte che dovrò fare da oggi in poi. Ho anche preso le pellicole con il bordo nero che ti piacevano.
Mi ero organizzata una mattinata “alla Silvia” giro nei miei negozi preferiti e poi cambio macchina e casa. Ma poi mi sono ricordata che tu oggi sei qua. E ho iniziato ad avere paura e a sperare di incrociarti: in metro, a porta Venezia, in Duomo, per strada… ma non è stato così.
Sono andata in Rinascente ma neppure davanti a Pepe mi sono fermata. Sono scesa all’ultimo piano per prendere un regalo e ho iniziato a guardare nel vuoto.
Quante volte?
Quante volte siamo stati lì ore e ore dopo il lavoro a guardare tutte quelle cose stupide, ridendo. Con io che volevo sempre comprare tutto. E anche oggi ho trovato mille oggetti. Oggetti però che immaginavo in una casa nostra. Ho preso gli spazzolini Pantone e non mi sono potuta girare per cercarti e dirti “guarda che cos’ho trovato” e sentirmi rispondere “ma cosa te ne fai?”.
Ho preso il regalo e gli spazzolini. E sono fuggita. Non riuscivo a stare un minuto in più lì.
Sono corsa in metro senza guardare Superdry con il ricordo a quel giubbino preso solo perchè ti sentivi in colpa. Non me la sono sentita di passare da Tommy perchè mi avrebbero chiesto sicuramente di te.
Sono corsa a cambiare la macchina e ho pensato a quando siamo stati lì, è stato l’ultimo giorno che abbiamo fatto qualcosa insieme. Mi chiedo se ti sei accorto della polaroid che ti ho lasciato attaccato al frigo sotto la calamita della Vespa.
Mi chiedo se mi pensi. Mi chiedo se la mail che ti ho inviato due giorni fa ti è arrivata. Mi chiedo se ti ha destabilizzato un po. Se ti ha toccato un po.
Mi chiedo tante cose.
Ma devo smettere.
estranei a partire da ieri
Estranei!
E’ la sensazione che ho adesso di noi.
Come due persone che non si conoscono.
Come due persone distanti.
Come due persone su due pianeti diversi.
Come due persone che fanno strade diverse.
Rivoglio la nostra quotidianità. Le nostre piccole cose. La Coca Cola light ogni sera, la tv prima di andare a dormire accoccolati sul divano, i cuscini della Lexington il bicchiere d’acqua e il bacio della buona notte. Il modo in cui mi svegliavi. La nutella e i Kings of Leon al mattino. Il Bunny a Pasqua. La tua camicia azzurra. I mie capelli in giro per tutta la casa. L’aspirapolvere. Il nostro discutere sul prossimo viaggio. Il mio borsone con il cambio. La ricerca del parcheggio sotto casa. La gara tra le scale e l’ascensore. Le mille e-mail senza oggetto.
Invece tu oggi sei a Napoli, domani Milano, poi Roma. Giochi a calcetto in una nuova squadra, hai un BlackBerry che non so se riesci ad usare. Piccoli sguardi sulla tua nuova vita che so grazie ad Alex.
Ieri dopo 15 giorni ho finalmente sorriso. Ma tu manchi.
Alex ieri mi ha fatto notare che una delle cose che più mi sta ferendo è “la casa” quella in cui non posso più tornare. La Little House. E mi sono sorpresa nel constatare che ha ragione. Quanto ha ragione.
check in
Vorrei tornare a Parigi.
Vorrei tornarci con te.
Da soli.
Lo so.
Ultimamente non era così.
Volevo sempre trovare qualcuno con cui condividere i nostri viaggi.
E tu, hai sempre accettato, nonostante tutto.
Ora, invece, vorrei partire solo con te.
E penso a quando mi hai detto “vado in Irlanda vieni su anche tu così andiamo a Kilkenny” e io ero così contenta. Ma purtroppo non ci siamo riusciti.
Poi sei rientrato dall’Irlanda e…
c’è posta per te
Ho letto e riletto la mail che ti ho inviato in risposta… sono sorpresa!
Se penso ai mille messaggi che ti ho inviato il giorno in cui ho riportato le cose nella Little House mi accorgo e ammetto che erano un’po esagitati, dati dalla foga del momento, dall’impatto, dalla doccia fredda… non che non penso ciò che ti ho scritto ma erano un po sopra le righe e comprendo che per te è stato difficile riceverli…
La mail che ti ho scritto oggi è una mail seria, scritta con il cuore…
l’avrò letta
5
10
20
volte
Per una volta, a te Alessandro, sono riuscita a scrivere senza sentirmi legata nei miei sentimenti, trattenuta o esasperata.
Ti ho scritto con il cuore.
Non so se lo capirai.
Non so se ci penserai sta sera da solo a Roma.
Non so se ti sfiorerà anche solo il pensiero prima che ti addormenterai.
Non so se noterai la mia differenza.
Ho scritto cose importanti che non pensavo mai di poter scrivere.
Ma oggi mi basta esserci riuscita.
diritti
Mi chiedo se ciò che ho fatto oggi ti ha lasciato basito… perchè sono io la prima ad esserlo… se qualche mese fa mi avessero chiesto una cosa del genere la mia reazione sarebbe stata completamente diversa e tu lo sai benissimo…
Tu mi conosci nel bene e nel male! E oggi quando ho letto
“Hai lottato così tanto per fare tutto questo e ora lo vorresti cedere?”
Un sorriso per due secondi… quello che non sai è che quando ho inviato la mail a Sonia quasi piangevo… tu solo sai cosa significa tutto quello per me… tu solo puoi comprendere cosa significa quel gesto!
Eppure quando il 25 aprile mi hai detto “continua a vivere con i cambiamenti che mi hai detto così vedi subito se sei in grado di farli” non ti sei reso conto che i cambiamenti di cui ti ho parlato erano tutti legati a te…
Ho rinunciato al format perchè vieni prima tu a prescindere che tu sia con me o meno! Perchè una delle cose che ci ha allontanato era la mia ossessione su questo progetto!
E sì è vero non ha più senso se non ci sei tu come ti ho scritto ma allo stesso tempo questi sono i primi passi che ho deciso di fare per mostrarti che sono diversa!
Il primo è quello del trasferimento a Roma ma lo posso solo fare se un giorno tornerai… ma mentalmente tu sai che trasferirmi è un passo da gigante per me. Il secondo è mostrarti che tu vieni prima del mio lavoro sempre e comunque d’ora in poi!
tag
Ho appena finito di togliere tutti i tag dalle mie foto così non avrai anche quei ricordi…
La cosa triste è che guardandole mi sono accorta che ero felice, ma me ne sono resa conto solo ora… lo so che mi hai dato la luna e io non l’ho mai apprezzata… lo so che in ogni viaggio io pretendevo di più … dev’essere frustrante stare vicino ad una persona che non si accontenta mai, che vuole sempre di più e che da tutte le colpe a te…
Volevo spazio, me lo hai dato.
Volevo tempo, me lo hai dato.
Volevo la libertà e me l’hai data.
E tu eri sempre lì al mio fianco: quando ridevo, quando piangevo, quando mi arrabbiavo, quando volevo qualcosa, qualsiasi cosa. E io sono sempre stata egocentrica, egoista e mi sono presa tutto!
Penso che tutto questo non lo avrei mai capito se fossimo andati avanti come prima ma adesso che capisco molte cose tu non ci sei più!
Mi manchi Ale!







